L'editoria, come le altre professioni intellettuali, è un mestiere che opera come laboratorio e come catalogo infinito del mondo, capace di filtrare, registrare e diffondere un sapere critico.
È nel 1959 che si apre la stagione editoriale in senso stretto: lasciata la RAI, Umberto Eco entra alla Bompiani come funzionario editoriale. Non a caso, la prima opera a cui lavora è un'enciclopedia, la Storia figurata delle invenzioni, redatta insieme alla futura moglie Renate Ramge: il dispositivo enciclopedico resta il suo habitat naturale, prima ancora della teoria e molto prima della narrativa.
A dire il vero è Italo Calvino, che aveva pensato a pubblicare Opera aperta come un saggio unico per Einaudi, a intuire per primo la forza teorica e il potenziale editoriale del lavoro di Eco. Ma nel frattempo Valentino Bompiani lo vuole nella redazione della casa editrice di via Pisacane a Milano e lo integra nella macchina editoriale. Attorno a lui si muovono Enzo Paci, Roberto De Benedetti, Elio Vittorini, Giovanni Battista Zorzoli, Andrea Bonomi e Vittorio Di Giuro, cui si dovrà il sostegno al Nome della rosa dell'Eco narratore e la sua introduzione all'attenzione di Valentino Bompiani.
Il lavoro di Eco si concentra in particolare sulla collana filosofica Idee Nuove, una collana che Eco eredita da Paci e che, prima ancora, affondava nella tradizione filosofica di Antonio Banfi. A cavallo tra anni Sessanta e Settanta arrivano in catalogo McLuhan, Barthes, Jakobson, Lévi-Strauss, Goodman, portando con sé l'orizzonte delle scienze umane contemporanee.
È in questa cornice che si collocano sezioni dedicate alla filosofia del linguaggio, alla logica formale, alla linguistica strutturale, e alla sociologia della comunicazione, che allargano il campo dal pensiero filosofico alla teoria dei media e alle scienze dei segni. Qui arrivano le scienze umane contemporanee: la fenomenologia, la filosofia del linguaggio, la semiotica, la linguistica, la logica, la sociologia.
In questo quadro si inserisce Il campo semiotico, collana direttamente legata al nome di Eco, che introduce non soltanto i grandi classici della disciplina — tradotti e resi disponibili al pubblico italiano — ma anche i testi dei suoi allievi accademici, tra cui Daniele Barbieri, Giovanna Cosenza, Anna Maria Lorusso, Costantino Marmo, Siri Nergaard, Claudio Paolucci, Maria Pia Pozzato, Isabella Pezzini, Valentina Pisanty, Patrizia Violi, Ugo Volli. È un vero e proprio laboratorio editoriale della semiotica, in cui il catalogo non si limita a riflettere una disciplina, ma contribuisce a costruirla materialmente.
Eco però è anche autore di continue incursioni in tutti gli ambiti della casa editrice, e in particolare nella narrativa. La redazione è un organismo poroso, ed Eco ne attraversa i reparti con naturalezza, fino a inventare collane come "Amletica leggera" (fumetti di Mafalda, prime opere di Woody Allen), in cui la leggerezza editoriale diventa strumento di analisi del "costume di casa". Del resto, non è un caso che proprio una redazione editoriale, quella della fittizia Garamond, sia al centro del plot di uno dei romanzi più belli, Il pendolo di Foucault, tutto giostrato sulla certezza delle fonti del sapere.
È significativo poi che i suoi saggi teorici, fedele a una tradizione editoriale che non vuole che i curatori di collana e gli editori pubblichino presso i propri tipi, escano non nella collana che dirige ma negli Studi di critica letteraria della Bompiani, dove trovano una collocazione distinta pur restando all'interno della stessa casa editrice. Eco, come autore, resterà sempre fedele alla Bompiani, con poche eccezioni: le voci dell'Enciclopedia Einaudi, il volume Semiotica e filosofia del linguaggio (Einaudi), e più tardi, La ricerca della lingua perfetta e La filosofia e le sue storie (Laterza).
Parallelamente alla saggistica, alla narrativa e alla varia, Eco non abbandona mai il modello enciclopedico. Collabora sin dagli inizi della sua avventura intellettuale alle voci di estetica della Grande Enciclopedia Marzorati; contribuisce al lemmario e alla struttura dell'Enciclopedia Einaudi. Oltre alla Storia delle invenzioni, pubblica Come si fa una tesi di laurea nella collana dei Manuali Bompiani, un testo che introduce generazioni di studenti alla ricerca e alla citazione delle fonti: archiviare, citare con cognizione di causa. I scolastici di filosofia, pubblicati da Laterza, svolgono la stessa funzione di orientamento tra fonti e conoscenze certe.
Negli anni Novanta e Duemila Eco trasferisce questa logica nel digitale. Con Olivetti sperimenta il CD-ROM come forma navigabile; con Danco Singer e il Gruppo Espresso realizza Encyclomedia; la Storia della civiltà europea (2000–2015) ne è la declinazione cartacea. È la stessa officina, con strumenti nuovi.
Così come nuovi sono gli strumenti narrativi ed editoriali ibridi, incarnati, per esempio, dalla grande passione per il fumetto: dai classici americani e argentini alla fondazione di Linus nel 1965 — con la poesia delle strip dei Peanuts e con Giovanni e Annamaria Gandini, Elio Vittorini, Oreste del Buono, Franco Cavallone, Salvatore Gregorietti — fino a Corto Maltese, Dylan Dog e al romanzo La misteriosa fiamma della regina Loana, che intreccia testo e immagini. Il fumetto accompagna da sempre il percorso intellettuale e professionale di Umberto Eco.
L'ultimo gesto editoriale innovativo è il ritorno alla memoria vegetale in era digitale. È del 2015: la fondazione della casa editrice La nave di Teseo con Jean Claude Fasquelle, Elisabetta Sgarbi, Mario Andreose, Furio Colombo e altri per sottrarre l'eredità della Bompiani all'assorbimento in altri marchi editoriali. Non è un atto nostalgico, ma un gesto di coerenza. La Nave di Teseo continua il suo percorso tuttora.
Per Eco l'editoria è al tempo stesso arte e mestiere, un bricolage della conoscenza nel senso nobile dato da Lévi-Strauss: disporre ciò che c'è per far esistere ciò che non c'è ancora. Un lavoro che tiene insieme la tecnologia — dai volumi enciclopedici ai CD-ROM, fino alle infrastrutture digitali — e la passione per l'oggetto libro, che sfocia nella bibliofilia e nella sua straordinaria collezione di volumi antichi. È la Biblioteca semiologica, curiosa, lunatica, magica e pneumatica, oggi conservata alla Biblioteca Nazionale Braidense, nella Sala Eco, e accessibile a tutte e tutti: non mausoleo, ma prosecuzione pubblica del suo laboratorio editoriale.