La Fondation Fellini pour le cinéma e gli Archives de l’État du Valais
hanno reso omaggio al decimo anniversario della scomparsa di Umberto Eco
con una mostra dedicata a Le nom de la Rose.
Un percorso espositivo che celebra il dialogo tra letteratura, cinema e nona arte, visitabile fino al 2 settembre 2026.
Due le sedi scelte per rendere omaggio al romanzo che Umberto Eco pubblicò nel 1980, poi adattato per il cinema da Jean-Jacques Annaud nel 1986 e trasposto a fumetti da Milo Manara nei due albi editi da La Nave di Teseo nel 2023 e nel 2025.
Il Centre Culturel Les Arsenaux è dedicato al film, che quest’anno compie 40 anni. Ospita i materiali originali del film, provenienti dalla Collezione della Fondation Fellini pour le cinèma: foto delle riprese, oggetti, sceneggiature, modelli di abbazie; oltre ad alcuni manoscritti medievali custoditi presso l’Archivio dello Stato del Vallese.
L’Espace culturel de la Maison du diable ospita Milo Manara | Umberto Eco, Il nome della rosa. Vi sono esposti una quarantina di disegni originali dell’artista e i documenti messi a disposizione dalla Fondazione Umberto Eco, partner culturale della mostra, tra cui alcuni disegni relativi al romanzo. Nella cripta della Maison du diable viene presentato al pubblico il film documentario su Umberto Eco che Reinhold Jaretzky ha realizzato per Arte nel 2007, Einmal einen Mönch vergiften - Umberto Eco, noto anche come Mi andava di uccidere un monaco - Umberto Eco.
All’inaugurazione della mostra hanno partecipato, oltre alle autorità del Cantone, della Città e della Borghesia di Sion, il Presidente della Fondation Fellini pour le cinéma, Stéphane Marti, e il suo collaboratore Federico Grandesso, Milo Manara con Claudio Curcio, suo agente e presidente del Comicon, il regista Reinhold Jaretzky e, per la Fondazione Umberto Eco, Filomena Caranci, responsabile del coordinamento, analisi e riscontro dell’archivio.